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Serge Poliakoff - le suprême peintre de l`abstraction

19 Nov 2009 - 12 Gen 2010

Opere

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A quarant'anni dalla sua scomparsa, Lorenzelli Arte celebra Serge Poliakoff, artista russo, naturalizzato francese, con il quale ha intrattenuto rapporti continuativi a partire dagli anni ‘60 e, unica in Italia in maniera costante e organica, ne ha proposto l'opera in più di un'occasione.

La prima esposizione di Serge Poliakoff curata dalla Galleria Lorenzelli risale infatti al dicembre 1970, l'anno successivo a quello della scomparsa dell'artista, e fu fatta nella sede di Bergamo. Una successiva mostra fu realizzata a Milano nel 1982 nella sede di via Sant'Andrea.

Questa rassegna che aprirà al pubblico il prossimo 20 novembre e che mutua il titolo da un'affermazione che Kandinskji fece sul suo amico Poliakoff -giudizio peraltro condiviso dalla maggior parte della critica contemporanea all'artista- presenta un nucleo di opere realizzate tra il 1952 e il 1968 molte delle quali di proprietà della Galleria che le acquistò direttamente dall'artista oltre a diversi lavori provenienti da importanti collezioni private.

Trenta le opere esposte -per la maggior parte oli, tempere e una interessante serie di ceramiche- tutte realizzate durante quello che è considerato il periodo migliore dell'artista tra l'inizio degli anni Cinquanta e gli anni Sessanta quando, lontano da ogni influsso banalmente post-cubista, fondamentale nella cultura visiva francese, tenta la definizione di uno spazio totale, costruito ma non frazionato nella serie dei suoi componenti. Poliakoff arriva all'astrazione alla fine degli anni ‘30, ma è dopo la guerra che elabora progressivamente la sua cifra definendo con strati di colore le forme irregolari incastrate le une dentro le altre e creando accostamenti netti ma vibranti che danno l'impressione della profondità in modo che la tela obbedisca ad una necessità strettamente plastica.

Rapidamente riconosciuto come una delle personalità più originali dell'astrazione moderna, Serge Poliakoff ha saputo definirne con la sua pittura una versione singolare e unica, equidistante dalla stretta geometria -che giudicava troppo fredda- e dalla improvvisazione gestuale, cara ad artisti a lui contemporanei, definendo le sue campiture stratificate sulla tela con rigore e sensualità ereditati dalla sua cultura di derivazione e evocatrici della tradizione delle antiche icone russe.
La mostra rappresenta una rara occasione di cogliere con un ampio sguardo la fase più significativa del lavoro che tanto celebre lo ha reso nel panorama artistico internazionale. Per l'occasione sarà, come di consueto, pubblicato un catalogo con le riproduzioni a colori di tutte le opere e un completo apparato critico-bibliografico. Il catalogo sarà disponibile in galleria.
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