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Pierluca - lacerazioni e aggressioni

4 Dic 2003 - 28 Feb 2004

Opere

Elenco opere »
Pierluca
Aggressione 6
ferro, rame e inserti in vetro
cm 276x98x116
1958
Pierluca
Aggressione 4
ferro e rame
cm 140x170x43
1959
Pierluca
Lacerazione III
legno e acciaio
cm 120x97x27
1959
Pierluca
Lacerazione A 43
acciaio e alluminio
cm 116x156x35
1961
Pierluca
Opera 7
ferro, rame e bronzo
cm 213x165x25
1955
Pierluca
Grande lacerazione
acciaio nero
cm 100x200x25
1959
Pierluca
Lacerazione 38 B
acciaio nero e rame giallo
cm 100x98x20
1961
Pierluca
Opera 25
ferro, acciaio e legno
cm 140x90x30
1958
Pierluca
Acciaio
acciaio
cm 76x50x35
1959
Pierluca
Lacerazione 38 A
acciaio
cm 100x105x29
Parigi 1961
Pierluca
Piccolo murale / Piccolo rilievo
acciaio nero e rame rosso
cm 36x55x13
1960
Pierluca
Piccola lacerazione n°1
rame rosso
cm 43x52,5x19
1960
Pierluca
Ferro
ferro
cm 100x110x60
1959
Dopo le mostre dedicate ad Alberto Viani e Michele Festa della scorsa stagione, continua presso lorenzelli arte l'appuntamento con la grande scultura.

Giovedì 4 dicembre 2003, a partire dalle ore 18,30, Lorenzelli Arte inaugurerà una doppia mostra di opere di Pierluca e Zoltan Kemeny, indiscussi protagonisti della scultura europea del secondo dopoguerra (fiorentino il primo, nato a Banica, in Transilvania il secondo), entrambi operanti a Parigi pur appartenendo a due generazioni differenti.
Lacerazioni e Aggressioni, titolo della mostra dedicata a Pierluca (sala C e D) comprende circa trenta opere in ferro, acciaio, alluminio, rame di grandi dimensioni: "blocchi solidi di metallo spaccati da una forza gigantesca, fogli saldati in grossi spessori e perforati come carcasse bombardate o violenti strappi nella massa metallica" (ancora M. Valsecchi, Pierluca laceratore di metalli, in "Il Giorno", Milano, 27 novembre 1969). Opere, quelle di Pierluca, artista straordinario e sfortunato - morì ancora giovane a Malaga, vittima di una sciagura nel 1968 - che non conoscono la retorica dell'affascino, la propensione ad un facile "gusto letteario", ma "accettano i tagli, gli squarci e le lacerazioni di un gesto consapevole" (C. Giacomozzi, Fogli lacerati, in "Vita", Roma, 7 dicembre 1961). Lacerazione 38 A, 38 B, 38 C, la Grande Lacerazione del 1959, sono opere di grande forza, di grande impatto fisico e di austera eleganza. Drammatiche, segno "formale" di un destino, tutte intrise della loro personale fisicità. É Pierluca stesso a spiegare con le sue parole: "… ho piegato / materie dure come fossero creta / ho domato pietra bronzo acciaio / plasmato pensieri, volumi e spazi / per conquistare l'idea", ove importante è sottolineare aldilà di ogni sospetto nichilismo: "… la verità sta nel coraggio / di compiere un gesto / perché in fondo / l'intento è / distruggere tutto per ricominciare" (Pierluca, in G. Marchiori, Pierluca, Alfieri Edizioni d'Arte, Venezia 1967).

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