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Marcello Morandini - geometriche utopie

21 Mar 2014 - 10 Mag 2014

Opere

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Marcello Morandini
“119”, 1971, legno laccato, cm 56x56x4


Marcello Morandini
474A/2005, legno laccato, cm 50x50


Marcello Morandini
“220”, 1974, legno laccato, cm 56x56x4,5


Marcello Morandini
473A/2005, legno laccato, cm 50x50


Marcello Morandini
244/1978, legno laccato, cm 50x50


Marcello Morandini
263/1979, legno laccato, cm 50x50


Marcello Morandini
261/1979, legno laccato, cm 50x50


Marcello Morandini
“85-D”, 1971, legno laccato, cm 56x56x3,5


Marcello Morandini
"137", 1971, legno laccato, cm 56x56x3,5


Marcello Morandini
Struttura 605C/2013, 2013, legno laccato, cm 70x70x4, 1/2


Marcello Morandini
Scultura 510A/2007, 2007, plexiglas, cm 30x30x18, 1/9


Marcello Morandini
Scultura 380/1995, 1995, lacquered panel, cm 40x39x232


Marcello Morandini
Scultura 510/2007, 2007, plexiglas, cm 30x22,5, 1/9


Marcello Morandini
Pannello 551/2009, legno laccato, cm 190x190x3


Marcello Morandini
Pannello 429/2002, 2002, legno laccato, cm 100x100x3


Lorenzelli Arte è lieta di annunciare l'apertura della mostra Geometriche Utopie, un omaggio a Marcello Morandini, per festeggiarne mezzo secolo di attività durante il quale l'artista e designer mantovano, trapiantato e cresciuto, anche professionalmente, a Varese, ha saputo toccare i territori dell'arte, dell'architettura e del design a livello internazionale.

L'esposizione apre i battenti venerdì 21 marzo e presenta nelle tre sale della galleria varie tipologie di lavori realizzati da Morandini in epoche diverse. Sono opere che “parlano la stessa lingua” -come dice Matteo Lorenzelli nella presentazione in catalogo- “Apparentemente fredde, frutto di una logica calcolata geometria, sono invece estremamente complesse, piene di vita, di calore espressivo.”

La rassegna che anticipa la grande mostra romana del prossimo giugno alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna, propone infatti disegni, strutture, sculture, progetti per musei e utopie architettoniche, tutti legati al mondo della geometria.
Si tratta di opere in parte nate per esposizioni diverse, qui riunite per fare conoscere gli aspetti e gli sviluppi progressivi del suo lavoro, per sua natura non rinchiuso entro limiti temporali e soprattutto in nessuna limitativa definizione d'arte.

Come scrive Morandini nel catalogo della mostra “allo stesso modo di uno scrittore, le cui pagine raccontano le infinite uguali verità della vita, io racconto, per mezzo di pagine bianche e nere, l'affascinante ed infinita metamorfosi delle forme. Come in un libro, nei miei racconti le pagine si muovono per costruire forme senza fine, mostrando sempre ad ogni capitolo, sorpresa forza e bellezza!”

Autore: Matteo Lorenzelli

È la sorpresa il sentimento da cui vengo colto ogni volta in cui mi ritrovo ad aprire l’imballo per vedere l’opera che conserva, ogni volta che mi accingo a disporre le opere nella mia galleria per una nuova esposizione.
Ed anche questa volta è sorpresa nel rivedere le opere di Marcello Morandini occupare il loro posto “parlandosi” vicendevolmente.

Sono opere di anni diversi, parlano la stessa lingua.

Apparentemente fredde, frutto di una logica calcolata geometria, sono invece estremamente complesse, piene di vita, di calore espressivo.

Non a caso è ora in corso in Giappone una mostra di Arte Programmata e Cinetica, itinerante in quattro musei, che vede proprio Marcello Morandini tra i suoi esponenti di spicco, fra gli altri, Vasarely, Albers, Grignani.

Gli artisti italiani che in patria vengono troppo spesso ignorati riescono a raccontare altrove la loro profonda ricerca e vengono apprezzati per la bellezza delle loro opere e la profondità della loro sensibilità.

Oltre alla sorpresa, nel momento della concretezza, c’è per me la certezza che il vero valore, fondante per l’opera di Morandini, sia percepito in tutte le sue purissime forme.


Matteo Lorenzelli, Milano, 10 marzo 2014

Autore: Marcello Morandini

Sono passati dodici anni dall’ultima mia esposizione qui da Lorenzelli Arte.
Scrivevo allora, nella prefazione del catalogo: “avendo la fortuna ora di avere una figlia di quattro anni, questo specchio vivente, in veloce trasformazione, mi dimostra ancora di più che per ogni sua domanda non ho sempre una risposta vissuta”.
Avendo ora Marienza sedici anni, mi accorgo che, per ogni sua rara domanda, non aspetta purtroppo alcuna mia risposta vissuta.
Sono sorpreso e sbalordito di aver dedicato (per ora) cinquant’anni ininterrotti a questo mio impagabile lavoro e di poter sottolinearne il senso e il valore, nella mostra ufficiale del prossimo giugno alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma e qui, oggi, in questa importante galleria, che ha seguito negli anni la storia del mio lavoro.
Ringrazio Matteo Lorenzelli e suo padre Bruno per la stima che hanno sempre avuto per me e per il mio lavoro.
Nello scrivere ora, per la prima volta, un mio libro per l’esposizione di Roma, mi accorgo, nella grande difficoltà di realizzarlo, di quanta attenzione e quanto rispetto internazionale il mio lavoro abbia avuto e sia stato nel tempo seguito e stimato. Di questo sono profondamente riconoscente.

In questa esposizione sono presenti disegni, strutture, sculture, progetti per musei e utopie architettoniche, tutti legati al mondo della geometria.
Opere in parte nate per esposizioni diverse, qui riunite per fare conoscere aspetti e sviluppi progressivi del mio lavoro, per sua natura non rinchiuso nel tempo e in alcuna limitata definizione d’arte.

Scrivevo in un catalogo di una mia mostra, in una libreria, che allo stesso modo di uno scrittore, le cui pagine raccontano le infinite uguali verità della vita, io racconto, per mezzo di pagine bianche e nere, l’affascinante ed infinita metamorfosi delle forme. Come in un libro, nei miei racconti le pagine si muovono per costruire forme senza fine, mostrando sempre ad ogni capitolo, sorpresa forza e bellezza!
Sono felice che molti abbiano il piacere di conoscere e condividere l’interesse di leggere e perché no, di possedere qualche mio racconto.

Marcello Morandini, marzo 2014