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Cabaret del niente - Arturo Bonfanti in dialogo con Julius Bissier e Victor Pasmore

27 Set 2018 - 30 Nov 2018

Opere

Arturo Bonfanti
Composizione 97
olio su tavola
cm 55x46
1962
Arturo Bonfanti
Imag. 218
olio su tela
cm 35x30
1965
Julius Bissier
A 13. 12 62 John II
tempera all'uovo e olio su cotone
cm 22x30
1962
Arturo Bonfanti
A.V. 449B
olio su tela
cm 90x108
1970
Victor Pasmore
Red Image
olio su tela su tavola
cm 29x30
1980
Arturo Bonfanti
Rilievo 355
olio su pannello in legno
cm 25x30
1968
Victor Pasmore
Black Image
inchiostro su carta su legno
cm 34,2x33,8
1984
Victor Pasmore
Black Image
inchiostro su carta su legno
cm 41,2x26,5
1984
Julius Bissier
5. Oktober 58 KH Ascona
tempera all'uovo e olio su lino
cm 20,2x20,3
1958
Julius Bissier
18. April 65
tempera all'uovo e olio su lino
cm 21,4x32
1965
Aprirà il prossimo 27 settembre la mostra Cabaret del niente dedicata alla figura di Arturo Bonfanti, importante protagonista della scena artistica del secondo dopoguerra che ha saputo creare un linguaggio molto personale nell'ambito della grande tradizione italiana. Con lui, in un ideale dialogo, due rilevanti esponenti della scena astratta internazionale del secondo Novecento, Julius Bissier (Friburgo in Brisgovia 1893 - Ascona 1965) e Victor Pasmore (Chelsham 1908 - Malta 1998)

Il titolo della rassegna è ispirato ad un'opera del 1955 di Arturo Bonfanti dalla quale traspaiono gli elementi peculiari della poetica di questo artista, nato a Bergamo nel 1905 e scomparso esattamente quarant'anni fa. Anzitutto il singolare “senso dello spettacolo” che contraddistingue la sua pittura astratta. Nei suoi dipinti infatti – soprattutto in quelli degli anni Quaranta e Cinquanta – è come se si aprisse il sipario e andasse in scena una pièce ironica ed enigmatica, con un sottofondo musicale sottile ma percettibile. Bonfanti d'altra parte, anche in quanto genero del grande attore milanese Edoardo Ferravilla, ha conosciuto e frequentato il mondo dello spettacolo internazionale. La chiave di Calandrino, il film di marionette con cui ha vinto un premio al Festival di Cannes del 1954, testimonia quanto la sua creatività superasse di gran lunga i confini del più ortodosso astrattismo, e permette di comprendere la teatralità di certe sue composizioni dal sapore giocoso e allo stesso tempo metafisico.

Una grazia inafferrabile e un'essenzialità che riesce a essere intensamente espressiva accomunano il lavoro di Bonfanti a quello Bissier e di Pasmore (Chelsham 1908 - Malta 1998). Fra loro intercorre una fitta rete di rimandi estetici all'insegna dell'allusività, della sottigliezza, della capacità di dipingere la vaghezza con un'estrema e paradossale precisione. Un non-so-che ineffabile congiunge trasversalmente questi tre artisti che si sono personalmente conosciuti, e poeticamente riconosciuti, grazie alla Lorenzelli Arte, facendo nascere un sodalizio che è durato nel tempo.
In mostra sarà presentato un consistente nucleo di opere di Bonfanti che spazia dagli oli su tela della Biennale del 1968 ai Rilievi e ai Pavatex, questi ultimi trascurati dalla critica sino a oggi anche se di eclatante contemporaneità. Per evidenziare il reciproco scambio creativo fra gli artisti, saranno presenti in mostra tra l'altro due fra le più grandi tele di Pasmore (alte circa 4 metri), realizzate ed esposte nel 1974 per il Museo della Valletta (Malta), e un gruppo di acquarelli e oli degli anni Cinquanta / Sessanta di Julius Bissier.

Il catalogo include i testi di Matteo Lorenzelli e Roberto Borghi, un'antologia di interventi di vari autori e un bellissimo scritto critico-poetico del 1962 che Michel Seuphor dedicò a Bonfanti.

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