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Group exhibition: black & white. la ragione e la passione

21 Feb 2013 - 29 Giu 2013

Opere

Elenco opere »
Samuel Beckett
olio su tela
cm 90x90
2007
Ronnie Cutrone
American mask (silver)
acrilico e collage su tela
cm187x183
2008
Paolo Icaro
Interno
gesso e piombo
H cm 215
1989
Arcangelo
Pianeti numerati dal grande al piccolo Dogon
tecnica mista su tela
cm 170x220
1994
Franco Massanova
"Notturni"
acrilico su tela
cm 150x100
1990
Luca Caccioni
Ozio
grafiti e pigmenti su acetato di carta
cm 121x86
1997
Toni Costa
"Dinamica visuale"
polietilene
cm 66x66
1969
Leonardo Genovese
"In luogo dell'anima"
fotografia su carta baritata ai sali d'argento
cm 130x115
2001
Pavel Mansurov
Tension picturale
olio su tela
cm 60x30
1966
Franco Grignani
Dissociazione dal campo 75, 1966, acrilici su cartoncino, cm 70x70


André Marfaing
Juillet 70-19
acrilico su tela
cm 89x116
1970
Henri Michaux
"04/007/MS"
inchiostro su carta
cm 75x101
1960
Marcello Morandini
Struttura 208 A
rilievo su legno
cm 56x56
1974
Carlo Nangeroni
Elementi scorrevoli
acrilico su tela
cm 100x100
1971
Georges Noël
Palimseste capricorne 1er Decan
olio su tela
cm 97x130
1961
Victor Pasmore
Points of contact: transformation
olio su carta su tavola
cm 50,5x50,5
1970
Luc Peire
Graphie 1116
pittura su formica
cm 41x81
1973
Pierluca
Lacerazione V
acciaio e alluminio
cm 85x103x23
1961
Enrico Prampolini
"Ritmi nello spazio"
tecnica mista su carta
cm 50x35
1950
Luca Serra
Irreversible yesos y alquitranes
calco in gomma acrilica su tela
cm 100x100
2008
Jon Groom
Lake, 1987, olio su legno, cm 90x100x10


Gunter Fruhtrunk
Lapidar II, 1974, acrilici su tela su tavola, cm 86,5x110


Giuseppe Maraniello
IN - ES, 2013, tecnica mista bronzo e legno, cm 23x104x7


Giuliano Barbanti
55/2gc, 1978, acrilici su tela, cm 160x160


Lee Ufan
Correspondance, 1994, olio e pigmenti minerali su tela, cm 227x182


Con Black & White. La ragione e la passione, la mostra collettiva in apertura il prossimo 21 febbraio, Lorenzelli Arte presenta un' interessante indagine sulle peculiari capacità espressive del bianco e nero proponendo una selezione di maestri che si sono cimentati con questo rigore, indagato, da un lato, con i razionali linguaggi derivanti dall'astrattismo delle avanguardie storiche e, dall'altro, utilizzato da artisti che, pur partendo da presupposti diversi, hanno privilegiato nella loro ricerca l'aspetto lirico e naturalistico.
In una sorta di excursus che dalla linea algida arriva alla forma che penetra la tela con delicatezza, emozione e armonia, la rassegna, curata da Matteo Lorenzelli, analizza le potenzialità del “non colore” nei linguaggi dell'arte e nelle sue espressioni razionali e passionali. Nelle opere in mostra troviamo quindi linee precise e taglienti ma che fanno vibrare la tela, o ancora, bianchi e neri che si fondono con eleganza a creare la profondità e intrigano lo sguardo in un gioco senza fine.

Ventiquattro gli artisti in mostra che saranno distribuiti nelle due sale della galleria con questa distinzione:

la ragione: le varie declinazioni della ricerca astratto geometrica, dalle premesse costruttiviste fino alle ricerche nell'ambito della percezione visiva con Pavel Mansurov, Arturo Bonfanti, Jean Gorin, Günter Fruhtrunk, Giuliano Barbanti, Franco Grignani, Jon Groom, Marcello Morandini, Carlo Nangeroni, Luc Peire;
la passione: dalle ricerche segniche di un astrattismo geometrico con valenze naturalistiche per arrivare alle più recenti declinazioni post concettuali di recupero della pittura con Victor Pasmore, Bruno Pulga, André Marfaing, Lee Ufan, Giuseppe Maraniello, Arcangelo, Paolo Icaro, Luca Caccioni, Luca Serra, Leonardo Genovese, Franco Massanova, Ronnie Cutrone, Tullio Pericoli.

Titolo: La ragione e la passione

Autore: Matteo Lorenzelli e Ivan Quaroni

Il Bianco e Nero è un codice espressivo estremamente variegato. Non è riconducibile ad unico mood emotivo, né a una singolarità intuitiva o percettiva. Non è nemmeno un linguaggio, ma semmai una pletora d’idiomi. E, tuttavia, esso riflette una precisa scelta di campo, perfino perentoria nell’ambito delle possibili declinazioni della forma. Può essere il portato di riflessioni che dalle Avanguardie storiche fino ad oggi, fanno appello alle ricerche scientifiche nel campo dell’ottica e della dinamica, della psicologia gestaltica o della fenomenologia delle percezioni, come nel caso di Franco Grignani, Marcello Morandini, Toni Costa, Giuliano Barbanti, Jon Groom, Carlo Nangeroni, Günther Fruthrunk, Pavel Mansurov, Luc Peire e perfino di quel singolare, quanto curioso, episodio rappresentato da “Ritmi nello spazio” di Prampolini. Oppure può essere l’ultimo approdo di un pensiero che coinvolge tanto l’indagine formale di matrice astratta, quanto le urgenze espressive dei linguaggi segnici, informali e post concettuali, come dimostrano i lavori di Victor Pasmore, Henri Michaux, Pierluca, André Marfaing, Lee Ufan, Arcangelo, Paolo Icaro, Giuseppe Maraniello, Luca Caccioni, Leonardo Genovese, Luca Serra, Franco Massanova, Tullio Pericoli e Ronnie Cutrone. Insomma, il Black & White è un dominio operativo in cui si misurano le più diverse sensibilità, lungo i binari paralleli della ragione e del sentimento, della logica e dell’intuizione. Binari che talvolta s’incrociano seguendo imperscrutabili corrispondenze, tangenze incongrue, eppure profondamente rivelatrici.

Costruire una mostra con un materiale così diversificato, non costituisce solamente un tentativo di fare ordine nel magma della Storia, di ripercorrere e, dunque, ricompattare quelle che Jean Clair definiva le “disjecta membra” di una realtà frammentaria e polverizzata, ma significa rileggere il passato (e il presente) alla luce dei più potenti strumenti a disposizione dell’uomo: la ragione e la passione.
Questa mostra è stata pensata e allestita come un racconto per immagini, come una storia che non può essere narrata ma che, tuttavia, può essere “compresa” attraverso l’osservazione di un vocabolario muto, fatto di sole immagini. Un alfabeto di linee che si susseguono, di forme in evoluzione e tracciati dinamici, di residui concreti e lacerti di memoria, i quali testimoniano il flusso costante di pensieri e teorie, intuizioni e rivelazioni, che costituiscono la storia epifanica dell’arte contemporanea. Creare un dialogo segreto tra opere di artisti distanti nel tempo e nello spazio è un’operazione difficile (qualcuno direbbe azzardata), che implica coraggio e abnegazione. Un’operazione che può suscitare perfino un senso di vertigine, un deliquio paragonabile a quello che proviamo soltanto quando raggiungiamo le più alte vette del pensiero e del sentimento.

Autore: Arcangelo

Se la vita ha una base su cui poggia… allora la mia senza dubbio poggia su questo ricordo. Quello di giacere mezza addormentata, mezza sveglia, sul letto nella stanza dei bambini a St. Ives. Di udire le onde frangersi, uno, due, uno, due… dietro la tenda gialla. Di udire la tenda trascinare la sua piccola nappa a forma di ghianda sul pavimento quando il vento la muove. E di stare sdraiata e udire gli spruzzi e vedere questa luce e pensare: sembra impossibile che io sia qui…
Virginia Woolf, Immagini del passato in Momenti d’essere

Il viaggio - La luce
Attraversare il nero per rinascere.
Gradualmente prende forma in età adulta la vocazione al cambiamento.
Il nuovo si apre alle coscienze e alle memorie.
La storia indica una strada, infatti immaginiamo per vocazioni (evidenti).
Le influenze che arrivano da più parti (la famiglia – per esempio).
La storia quindi racconta la vita di ogni essere vivente mettendo i sentimenti in evidenza che a volte non possono essere contenuti entro i confini a noi conosciuti.
Il Nero è il passaggio verso la luce (VITA) una terra appena arata per iniziare l’attesa crescita? Il buio dell’universo conosciuto verso altri mondi? Il Nero infine come disciplina dell’anima?
Attraverso il Bianco…
Il ricordo delle maschere (gesso bianco) funerarie che si facevano una volta dai diari storici. Soutine ha fatto la maschera su Modigliani appena morto… questa era una pratica molto diffusa.
Poe raccontava che il Bianco ci indica la via verso l’ignoto. Sull’acqua del mare le barche trasportano le anime attraverso le nebbie, a volte fitte e ovattose, altre trasparenti e gommose fili e fili di Bianco come ragnatele…
Sulle case dei Dogon il Bianco allontana il Male, indica alle anime la strada, il lenzuolo è la custodia del corpo, traccia del nostro tempo.
Questi non sono colori, avevo scritto anni fa, rappresentano concretamente la forza (Nero), la speranza (Bianco).

In ultima analisi, noi contiamo qualosa solo in virtù dell’essenza che incarniamo, e se non la realizziamo, la vita è sprecata.
C.G. Jung

Titolo: Origine della Ragione

Autore: Giuliano Barbanti

“…L’artista era partito da una riduzione a zero del fatto pittorico con l’eliminazione del pesante impasto del colore ad olio, e il ricorso a un medium estremamente freddo e impersonale come quello del colore acrilico spruzzato con l’areografo. E questa sottomissione all’esercizio d’un cromatismo estremamente rarefatto (solo una serie di grigi che si estendono fino al bianco e al nero, attraverso gradazioni sottilissime), gli aveva permesso di liberarsi da ogni scoria tonale, da ogni artificio pittoricistico.
Ma, raggiunta l’essenzialità della superficie, - quadrata, rettangolare, curvilinea – monocroma o appena variegata – rimaneva un dubbio: circa la possibilità di vitalizzare tale superficie con altre scansioni, che non fossero quelle decisamente cromatiche che avrebbero spostato troppo bruscamente l’asse del dipinto su altre posizioni meno rigorose e coerenti…”

Così, Gillo Dorfles, nella presentazione della mia prima personale alla galleria Lorenzelli di Milano nel febbraio 1975, orienta la sua analisi sull’origine e le modalità di attivazione di quel percorso pittorico che avevo iniziato verso la fine degli anni sessanta. Dipinti di grandi e piccole dimensioni, superfici geometriche dalla configurazione hard edged, tipica dell’astrazione pura. Una pittura difficile, sottile, meditativa volta alla interiorizzazione di una esperienza soggettiva del reale ma che, nell’assenza quasi di una visibile traccia materica e cromatica, tende a una obiettivazione spersonalizzata di questa esperienza.
Accanto alla precisione compositiva l’immagine indica una componente di enigmaticità,
uno stupore indeterminato creato dalla relazione inquieta tra la costruzione geometrica e
l’esperienza percettiva della sfumatura. ( solo una serie di grigi che si estendono fino al bianco e al nero, attraverso gradazioni sottilissime)

Autore: Luca Caccioni

( bianco)

i bastoni dei ciechi.
e la calce per le uova.
l’insonnia.
e gli schermi del cinema.
gomme da cancellare.
i denti.
magnolie, fresie.
vuoto.
pieno.
un cane albino.
la scultura.
l'anticipo. il bucato.
alcune cere di giovanni.
un raggio dalla finestra (la danza dei pulviscoli)
ossi di seppia.
un suono lontano di corno.
una bugia.
una palla di avorio in equilibrio.

se uno è da queste parti, la nebbia soltanto.


( nero )

il merlo. maschio.
e il grembiule.
dormiveglia.
quelle scarpe da festa di vernice lucida.
e i lividi delle unghie.
ossidiana. velasquez. de vita.
un filo di crine di cavallo.
scarabei sulla sabbia.
la fumicatura della lastra da acquaforte.
lingerie.
la bic scoppiata. in tasca.
silenzio.
ciglia.
nero di seppia.
ipnosi.
velluti e lacche. chine.
schermi.

sui quali ora vedo le impronte delle dita.

Autore: Leonardo Geonovese

Sotto un cielo pancromatico
il bianco si sottrasse al nero
alla distanza degli ortocromatici
Gli ASA invasero l'orizzonte

Si placò d'argento la notte
bianca di nero.

Autore: Jon Groom, 1st March 2013

“LAKE” è la struttura materica di un’immagine oltre la parola, oltre il suono. E’ la risposta visiva alla VITA.
Tutto il colore è contenuto nel bianco e nero. I materiali grezzi, in questo caso il piombo, vengono assorbiti ed uniti quando sono vissuti nel contesto rarefatto del bianco e nero.
Il Neutro – nulla esiste, così come tutto (gli opposti estremi).
L’arte come la vita è tutto e niente: il Nero è tutto, il Bianco è niente.
La domanda è: possiamo noi tutti coesistere insieme? Il nero può vivere con il bianco? L’ “immateriale” può convivere / sopportare(?) con il “materiale”?
I rapporti nella pittura sono una metafora della condizione in cui ci troviamo in quanto esseri umani.
La pittura è vita, la vita è dipingere.

Autore: Paolo Icaro

Se penso al Bianco e al Nero dal punto di vista del nostro organo della vista, direi che sono due colori non colori, perchè in effetti percepiamo una infinità di bianchi e di neri, ma non riusciamo a raggiungere il loro punto estremo assoluto in cui dovrebbe esistere Il Bianco e il Nero. Penso che si tratti non tanto di colori ma di Luce: il Bianco assoluto è luce come quella del Paradiso di Dante e il Nero assoluto è il Buio dell'Inferno più profondo.Entrambi ci tolgono la vista, l'uno con l'estremo bagliore l'altro con l'impenetrabile buio totale.
Fra questi estremi c'è l'infinita gamma dei grigi, come aveva intuito Anselm Adams, e con questi abbiamo catturato- con i graffiti, la scrittura,la pittura,il disegno ,l'incisione e infine la fotografia- le sembianze del mondo e i viaggi del pensiero.
Nella storia dell'arte visiva il Bianco e il Nero sono al plurale, per servire le diverse sensibilità e i diversi contenuti espressivi.
Col criterio di un denominatore Bianco e Nero si potrebbe riscrivere l'intera storia dell'arte. Sarebbe interessante ma non è questa la giusta occasione!

Titolo: IL NERO

Autore: Franco Massanova

Il nero, colore da me già utilizzato per campiture monocrome di opere degli anni settanta ed inizi ottanta, ha trovato, a partire dalla metà di questi ultimi e per circa tre lustri, un utilizzo prioritario, annullando progressivamente la presenza di altri colori per poi imporsi come esigenza espressiva autonoma.
Un ciclo temporale così ampio che ha trovato ragioni profonde sia in una elaborazione mentale sia in un radicato sentimento lirico di cui il mio lavoro, posso affermare, da sempre è fortemente caratterizzato.
Questo lungo ciclo è stato parte di un viaggio snodatosi attraverso un ricominciare, vissuto tra ragione e passione, tra costruzione ed emozione.
Per me il nero è stato il non colore che cromaticamente non grida, sussurra; non si manifesta, attende; non ha sobbalzi, giace, per poi costringere l’osservatore ad ascoltarlo, ad accoglierlo, ad attraversarlo.
Nero su nero.
Ombre su ombre.
Dipingere la notte, il buio.
Dipingere il Nero. Dipingere con il nero forme asciutte, decantate, sensualmente vibranti, palpitanti.
Significativi rimangono i titoli dati ai cicli pittorici realizzati con questo “non colore”:
Notturni, Tangenze, Nero di luce, Fantasmi di movimento, Icaro. Come pure esplicativi alcuni titoli di opere: Spazi mentali, Sibili, Echi.
Un percorso, insomma, che porta alle origini profonde del mio fare pittura: riflessione, emozione, bellezza.

Autore: Marcello Morandini

In arte, da sempre, uso i colori bianco e nero, come una grafia su di un foglio, dove per leggere e capire non è necessario nessun altro valore cromatico, aggiunto,

e la forma ha modo di raccontare unicamente la sua bellezza!

Autore: Carlo Nangeroni

Bianco e Nero, luce e ombra, con l'infinito numero di passaggi tonali tra l'uno e l'altro, sono tutto quanto serve ad animare una superficie nella creazione di un'opera d'arte.
Dal Bianco e Nero nascono il "chiaroscuro" "la terza dimensione," la profondità ", mezzi più che sufficienti per realizzare una idea plastica in qualsiasi tendenza artistica si scelga di operare.
Mezzi minimi per ottenere il massimo.

Titolo: Bianco e nero

Autore: Tullio Pericoli, marzo 2013

Il nostro mondo è a colori, pensiamo e sogniamo a colori, viviamo nei colori e non possiamo prescinderne. Anche il mondo della pittura è a colori, ma qualche volta è soltanto in bianco e nero. Qual è la differenza fra queste due forme espressive? Non credo sia possibile dare un’unica risposta e neanche è facile trovare in poche parole una definizione della differenza, ma quello che forse si può dire è che la prima, quella a colori, è diretta, nel senso che ha una relazione diretta con il mondo come è, mentre la seconda è mediata. Mediata dall’osservatore, al quale viene rivolta la richiesta di intervenire sull’opera stessa. E’ lui che riempirà mentalmente le immagini con i colori che mancano, a lui è richiesto di entrare nella mente dell’artista e capire come e perché è avvenuto il passagio dai colori alla loro assenza e ricostruirne il percorso. E l’opera, prosciugata dai colori, manifesterà con maggiore evidenza, nel tentativo di recuperarli, la forza delle linee, l’andamento dei segni e il movimento della mano, esaltando insieme ad essi la materia di cui sono fatti.

Autore: Luca Serra



Bianco e Nero, pieno e Vuoto. Bianco di gesso e catrame oscuro..

Il comparire meravigliato del gesso sul catrame
ossa dure e farinose che emergono dal magma in movimento della carne delle cose

disegno che affiora scoperto il suo nascondiglio

poi Il bianco si corrompe, il nero si stempera, ma da lontano si continua a vedere un pieno e un vuoto.
c'è il bianco e c'e il nero.

gesso e catrame.

elementi primi, primi nelle mie opere, poi a volte trasportati ad altri colori, delegando al calco ed al caucciù il compito di amalgamarli, di sfumarli in accettabili gentilezze.

Dopo forse saranno un'altra cosa, si riempiranno si vuoteranno ma dopo. Dopo dopo.

Ma il fatto nel fondo rimane sempre quello. Pieno e Vuoto. Osso e Carne. Bianco e Nero.

Black & White
Sottotitolo: Black & White. La ragione e la passione
Catalogo numero: 140
Acquista: 15,00 €