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Opere

Robert Indiana
Love, 1972, olio su tela, cm 61x61


Robert Indiana

Robert Indiana nasce a Newcastle, nello stato dell'Indiana, nel 1928.
Nel 1929, in tenera età, si trasferisce nel cuore dello stato dell'Indiana e cioè nella sua capitale, Indianapolis, allora importante centro produttivo dell'industria automobilistica. L'infanzia di Robert Indiana è caratterizzata da continui spostamenti. La sua famiglia cambierà ben ventuno case prima che lui inizi il servizio militare all'età di diciassette anni. Erano gli anni della grande depressione americana.
Nel 1935 frequenta la scuola primaria a Moorseville. L'anno seguente compie il primo viaggio in Texas per visitare la Centennial Exposition a Fort Worth. Nel 1942, dopo due anni in una scuola di paese senza istruzione d'arte, lascia la casa di sua madre e ritorna ad Indianapolis, dove va a vivere con suo padre che nel frattempo si è risposato, in attesa di iscriversi all'Arsenal Technical School. Lavora dopo la scuola da Western Union e a The Indianapolis Star, ma riesce a trovare il tempo di dipingere tanto da tenere una prima mostra personale di acquerelli. Nel 1945 si iscrive alle classi di studio del sabato presso il John Herron Institute dal quale riceve anche una borsa di studio; segue corsi di figura sotto Edwin Fulwider e compie il suo secondo viaggio in Texas, a San Antonio, nel 1946.
Nel 1948, mentre si trova a Rome, nello stato di New York, si iscrive ai corsi serali della Syracuse University e al Munson-Williams-Proctor Institute di Utica, dove Indiana viene per la prima volta in contatto con un insegnante dalle vedute “internazionali”, Oscar Weissbuch. Visita New York per la prima volta. Nel 1949, il suo ultimo anno di spostamenti, pubblica Sourdough Sentinel ad Anchorage, in Alaska, da dove poi ritorna a casa, a Columbus, nel momento cruciale della morte di sua madre. Si iscrive all'Art Institute di Chicago e studia quattro anni sotto il GI Bill of Rights, scegliendo di diplomarsi in Pittura e Grafica. Di notte lavora presso il department store di Marshall Field's, una compagnia per la lavorazione dell'acciaio e per una stamperia per la quale realizza spot alla maniera di Lichtenstein per Yellow Pages. Partecipa a numerose mostre studentesche ma espone per la prima volta fuori dall'Art Institute in un Near North bar in una mostra con altri due artisti, uno dei quali è Claes Oldenburg. In concomitanza con la laurea riceve una borsa di studio per iscriversi alla classe estiva della Skowhegan School of Painting and Sculpture del Maine, dove divide la giuria del Fresno Prize per un murale di protesta contro la guerra koreana, fino a che questo non viene distrutto da un incendio.
Vince anche la George Brown Travelling Fellowship e compie un anno di studi accademici all'University of Edimburgh per completare la sua preparazione per ottenere un B.F.A. dall'Art Institute. Trascorre intere sere all'Edimburgh College of Art, soprattutto per stampare i suoi versi, corredati da illustrazioni litografiche eseguite a mano. Offre il suo contributo alla Poetry Society dell'Università e disegna le copertine della sua rivista “Windfall”. In occasione di un viaggio in continente con tre studenti americani che a quel tempo stanno studiando a Parigi: Bates, Lowry e Richard Carrot, visita le cattedrali del nord della Francia e del Belgio e compie un altro viaggio in Italia. Si iscrive ai seminari estivi dedicati all'arte del diciassettesimo e diciottesimo secolo dell'University of London.
Ritorna negli Stati Uniti e prende residenza a New York. Nel 1955 affitta una stanza per sette dollari la settimana nei Floral Studios fino a che non trova uno studio in pianta stabile sulla West 63rd Street e apre un negozio di strumenti per l'attività artistica qualche quartiere più in là, sulla 57th Street. Si riforniscono da lui studenti e artisti. Tra i suoi “clienti”: Ellsworth Kelly, James Rosenquist e Charles Hinman. Nel 1956 prende uno studio al numero 31 di Coenties Slip. Data la bellezza di questi spazi, adatti a ricavarne studi d'artista, molte altre personalità del mondo dell'arte decidono di stabilirvisi e lavorare lì. Qualche nome: Ellsworth Kelly, Jack Youngerman e sua moglie Delphine Seyrig, Leonore Tawney, Agnes Martin, John Kloss, Alvin Dienstein. Nel 1957 compie il suo primo viaggio a Philadelphia – con Ellsworth Kelly – per vedere l'installazione del suo murale nel Penn Center Transportation Building. Durante il 1960 realizza alcune delle prime costruzioni e in luglio partecipa alla mostra “News Forms New Media” da Martha Jackson, New York, grazie all'interessamento di Rolf Nelson. French Atomic Bomb è la prima opera mostrata a New York e comprata alla mostra. Viene poi data al Museum of Modern Art. Da questa il suo secondo Pezzo GE è scelto per un'altra mostra collettiva tematica all'Union College di Schenectady, New York. Tiene la prima mostra personale con Peter Forakis alla David Anderson Gallery. Il Museum of Modern Art acquista The American Dream.
Nel 1962 Eleonor Ward visita lo studio di Robert Indiana per la prima volta e lo invita a tenere la sua prima mostra personale alla Stable Gallery, l'inverno seguente. Viaggia a Boston per vedere l'installazione di The Calumet in tributo a Longfellow, nel Rose Museum della Brandeis University. Nel 1963 due importanti istituzioni, come lo Stedelijk Van Abbe Museum di Eindhoven e la Albright-Knox Art Gallery di Buffalo acquisiscono sue opere. Tiene la sua prima mostra in un museo con Richard Stankiewicz: al Minneapolis Walker Art Center, poi itinerante al Boston Institute of Contemporary Art. Nel 1964 collabora con Andy Warhol al film Eat che riprende Robert mentre mangia un fungo. Alterandone i tempi di esecuzione e di ripresa, il film dai suoi originari venti minuti di esecuzione, viene rallentato ed espanso da Warhol a quaranta minuti. Il Whitney Museum of Modern Art acquista la sua prima opera di Indiana: X-5. L'opera Unfinished Mother and Father è esposta per la prima volta alla Stable Gallery di New York. La prima commissione pubblica gli viene da Philip Johnson il quale gli commissiona un'opera per l'esterno del Circarama del New York State Pavilion alla New York World's Fair.
La sua opera Zero, la prima di un cospicuo numero di dipinti su questo tema, è esposta alla mostra “Ground Zero” tenutasi all'ICA di Philadelphia. Nel 1965 partecipa alla Corcoran Biennal. Tiene la sua prima mostra sulla West Coast, alla Rolf Nelson gallery di Los Angeles. I “Numeri” sono esposti per la prima volta. Si trasferisce nel quinto ed attuale studio di New York sulla Bowery. Viene invitato dal Senatore Birch Bayh a partecipare al 150° Indiana Statehood Anniversary Art Festival. Partecipa alla mostra “Painting and Sculpture Today-1966” tenuta al John Herron Museum, esponendo un lavoro. Si inaugura inoltre la sua terza personale alla Stable Gallery intitolata “LOVE Show”, caratterizzata da dipinti LOVE, da sculture e disegni e dai numeri cardinali, la seconda serie dei Numeri, mostrata separatamente.
Nel 1967, invitato da Alan Solomon in occasione dell'Expo di Montreal a rappresentare il Padiglione Americano, realizza un grande dipinto, molto alto, nel quale i dieci numeri cardinali sono declinati verticalmente. Espone alla mostra “Protest and Hope”, alla New School for Social Research, New York, il dipinto Yield Brother, il primo di una serie consecutiva di Yield, poi data alla Bertrand Russel Peace Foundation. È invitato per la prima volta al Pittsburgh International al Canergie Institute con uno dei suoi più grandi dipinti, un LOVE della grandezza di una parete, poi acquistato dal museo. L'altro viene esposto a ROSC 67, alla Dublin Society, la prima comprensiva mostra d'arte moderna in Irlanda, e all'“Armory-on-the-Liffey”.
Nel 1968 si tiene la prima personale in un museo, e cioè all'Institute of Contemporary Art dell'Università della Pennsylvania. Esposti dipinti, sculture, disegni, stampe e poster realizzati negli ultimi otto anni. Partecipa per la prima volta a Documenta di Kassel, esponendo 15 pezzi. Nel 1969 scopre Vinalhaven. Si tiene una mostra completa delle sue grafiche nel New England in varie gallerie, musei ed istituzioni. Nel 1970 Robert Indiana partecipa alla mostra “The Highway”, tenutasi all'Institute of Contemporary Art, University of Pennsylvania, Philadelphia, il quale sponsorizza anche la prima mostra retrospettiva a carattere museale. Realizza alcuni poster poi esposti in importanti mostre. Una di queste è “Four Americans in Paris”, tenuta al Museum of Modern Art, New York. Nel 1971 il progetto LOVE culmina nella realizzazione di una gigantesca scultura in acciaio corten alta dodici piedi, Lippincott, New Haven, Connecticut, ed è per la prima volta mostrata nei grandiosi spazi dell'Indianapolis Museum. Da qui è poi ospitata presso l'Institute of Contemporary Art di Boston alla mostra “Monumental Sculptures for Public Places”, nella grande piazza antistante la spettacolare City Hall.
Robert Indiana lavora costantemente producendo multipli, serigrafie e poster per varie mostre. Nel 1972 tiene una personale nella nuova filiale newyorkese della Galeria Denise René di Parigi e Dusseldorf. Nel 1973 partecipa alla mostra “Modern Image” all'High Museum di Atlanta, in occasione della quale tiene anche una lettura del suo lavoro. Partecipa alla mostra “Gray is the Color” al Rice Museum di Houston, in Texas, che gli commissiona l'esecuzione del più ambizioso LOVE finora prodotto: il LOVE cross e alla collettiva “Nine Artists /Conties Slip”, allestita al Whitney Museum of American Art. Lo stesso anno il Governo degli Stati Uniti gli commissiona il disegno del francobollo da 8 cents. Ne verranno tirate circa 300.000.000 copie. Nel 1974 partecipa alla piccola mostra “Eat/Die” tenuta al Guggenheim Museum di New York, alla collettiva “12 Americans” al Virginia Museum di Richmond, dove espone il suo più grande dipinto LOVE, già precedentemente esposto da Denise René e all'apertura dell'Horshhorn Museum and Sculpture Garden (Smithsonian Institute) di Washington D.C.
Nel 1975 partecipa alla 24th Biennial Exhibition of Contemporary American Painting alla Corcoran Gallery of Art. Lo stesso anno il Museum of Modern Art di New York fa in modo che l'opera The American Dream, acquistata dallo stesso museo venga presentata in una serie di circostanze espositive che dureranno fino al 1977. Ancora nel 1975 Robert Indiana tiene la sua seconda personale alla Galerie Denise René e pubblica, sempre con Denise René, il suo maggior portfolio di serigrafie:Poligons.
Per il bicentenario degli Stati Uniti realizza tre lavori speciali: due di tipo serigrafico e uno teatrale, e altri lavori gli sono richiesti in prestito in occasione di esposizioni temporanee. Partecipa alla mostra “30 Years of American Print Making” al Brooklyn Museum. Nel 1977 consegue la sua seconda Honorary Degree of Doctor of Fine Arts dall'Indiana University a Bloomington. La scultura in acciaio corten AHAVA, che significa LOVE in ebraico è completata a Lippincott, North Haven, Connecticut ed è da intendersi come un regalo dell'artista all'Israel Museum di Gerusalemme.
Alla Michener Gallery e poi al Chrysler Museum a Norfolk, in Virginia, all'Indianapolis Museum di Indianapolis, al Neubeger Museum di Purchase, New York, e per finire, al South Bend Art Center di South Bend, Indiana, si tiene la sua seconda retrospettiva a carattere museale sponsorizzata dalla University of Texas at Austin. Nel 1978, la scultura AHAVA, esposta a Central Park, New York, viene poi acquistata dall'Israel Museum di Gerusalemme. Si trasferisce a Vinalhaven, nel Maine. Nel 1980 esegue il ritratto del Presidente degli Stati Uniti, Jimmy Carter, poi presentato alla Casa Bianca nel 1981. Riceve il Doctorate of Fine Arts dal Colby College di Waterville, Maine. Nel 1982 al Farusworth Museum di Rockland, Maine, si tiene una retrospettiva di opere degli ultimi dieci anni intitolata: “Indiana's Indiana”, poi itinerante al Colby College Museum of Art di Waterville, nel Maine e al Reading Public Museum and Art Gallery, Reading, Pennsylvania; Danforth Museum, Framingham, Massachusetts; Currier Gallery of Art, Manchester, New Hampshire; Berkshire Museum, Pittsfield, Massachusetts. Nel 1984 partecipa alla mostra “Wood Works”, al National Museum of American Art di Washington, poi itinerante al Portland Museum of Art di Portland, Maine. Nel 1985 Robert Indiana debutta in Australia partecipando alla mostra “Pop Art 1955/70”, organizzata sotto gli auspici dell'International Council of the Museum of Modern Art, New York. Nel 1986 espone all mostra “Treasures from the National of American Art”, una mostra itinerante nei seguenti musei: Seattle Art Museum, Seattle, Washington, Minneapolis, Institute of Art, Minneapolis, Minnesota; Cleveland Museum of Art, Cleveland, Ohio; Amon Carter Museum, Fort Worth, Texas; High Museum of Art, Atlanta, Georgia; National Museum of American Art, Washington D.C. Nel 1987 partecipa all mostra “Pop Art U.S.A. – U.K.” all'Odakyu Grand Gallery, Tokyo, poi itinerante al Daimaru Museum, Osaka; Funabashi Seibu Museum of Art, Funabashi; Sogo Museum of Art, Yokohama. Partecipa inoltre alla mostra tematica “Made in the U.S.A. – An Americanization in Modern Art, the ‘50s and ‘60s”, tenuta alla University of California, Berkeley; Nelson Atkins Museum of Art, Kansas City, Missouri; Virginia Museum of Fine Arts, Richmond, Virginia.
Nel 1988 è invitato ad esporre a “Committed to Print” al Museum of Modern Art di New York. Partecipa, nel 1989, alla mostra “The Junk Aesthetic, Assemblage of the 1950s and early ‘60s” al Whitney Museum of American Art, all'Equitable Center di New York e alla collettiva “American Prints from the Sixties” alla Susan Sheehan Gallery, New York. Nel 1990, dopo vent'anni di lavoro, viene pubblicata la prima monografia dedicata al suo lavoro a cura di Carl Weinhardt Jr., edita da Harry N. Abrams. Partecipa alla collettiva “Pop on Paper” tenuta alla James Goodman Gallery di New York e ad una mostra tenuta al Centre Georges Pompidou di Parigi. Gli viene commissionato un manifesto in commemorazione del 40° Anniversario della Dichiarazione dei Diritti Umani. Tiene una personale alla Marisa del Re Gallery di New York. Nel 1991 partecipa alla III Biennale di Scultura di Montecarlo, Principato di Monaco, esponendo la scultura policroma alta dodici piedi, LOVE. Espone la serie The Hartley Elegies al Portland Museum of Art, Portland, Maine. Tiene una personale alla Susan Sheehan Gallery di New York, in concomitanza con la pubblicazione di un catalogo ragionato delle sue stampe eseguite tra il 1951 e il 1991. Dipinge su una parte del Muro di Berlino. Il murale è poi esposto al Jacob K. Javits Convention Center di New York. Partecipa alla mostra “Constructing American Identity” allestita al Whitney Museum. Tiene la sua prima mostra londinese alla Salama-Caro Gallery, intitolata “Early Works”, che raccoglie equivalenti in bronzo delle prime esecuzioni in legno delle sue opere. Questa mostra coincide inoltre con la sua partecipazione a “Pop Art”, tenuta alla Royal Academy di Londra, poi itinerante, nel 1992 al Ludwig Museum di Colonia, al Centro de Arte Reina Sofia di Madrid e al Museum of Fine Arts di Montreal.
Nel 1992 si tiene la prima personale di Robert Indiana a Madrid, alla Galerie 57. Partecipa alla mostra “Arte Americana 1930/1970”, tenuta al Lingotto di Torino, a “Kunst & Zahlen” al Wurtemberg Hypo di Stoccarda, alla mostra “Art Works” alla Peter Stuyvesant Foundation di Amsterdam, mentre l'opera The Confederacy: Alabama è esposta alla mostra “A Nation's Legacy: 150 years of American Art from Ohio Collections” al Miami University Museum of Art di Oxford, Ohio. Nel 1993 espone alla mostra “Coenties Slip” alla Pace Gallery di New York, assieme alla Ellsworth Kelly, Agnes Martin, James Rosenquist e Jack Youngerman. La quarta monumentale scultura LOVE è installata a Tokyo per il progetto Shinjuku-Land Public Art. Partecipa alla mostra “Hand-Painted Pop: American Art in Transition, 1955/1962”, al Museum of Contemporary Art di Los Angeles, poi itinerante al Museum of Contemporary Art di Chicago e al Whitney Museum di New York. Partecipa, nel 1994, alla grande mostra “A Century of Artists Books” allestita al Museum of Modern Art di New York.
Nel 1997 partecipa alla VI Biennale di Scultura di Montecarlo, nel Principato di Monaco; una sua opera è esposta alla mostra d'apertura del Sintra Museum of Art, in Portogallo; partecipa a “The Pop 60's Transatlantic Crossing”, al Centro Cultural de Belem, Lisbona e alla mostra “De Klein a Warhol” al Musée d'Art Moderne et d'Art Contemporain, Nizza. Partecipa inoltre alla mostra “Magie de Zahl” alla Staatgalerie di Stoccarda, a “In Print: Contemporary Artists at the Vinalhaven Press”, al Portland Museum of Art. In questi anni suoi lavori sono continuamente richiesti per essere esposti in importanti mostre di rilievo internazionale. Nel 1998 si tiene una retrospettiva al Musée d'Art Moderne et d'Art Contemporain di Nizza. Nel 1999 si inaugura una personale di grafiche al Gana Art Center di Seoul, mentre al Portland Museum of Art, nel Maine, si tiene la mostra “Love and the American Dream: the Art of Robert Indiana”, poi ospitata al Cobb Museum of Art di Marietta, Georgia.
Nel 2000 partecipa alla mostra itinerante “Crossroads of American Sculpture” all'Indianapolis Museum of Art, alla mostra “Formes et Mouvements d'Art au XXme siecle, Homage a Denise René” al Tsukuba Museum of Art, Ibaraki, poi allestita al Mariyame Genichiro-Ihokuma Museum of Contemporary Art di Kagawa. Nel 2001 partecipa ad una nuova mostra in onore di Denise René al Centre Georges Pompidou di Parigi, mentre in maggio, alla stessa Galerie Denise René si inaugura una mostra omaggio a Robert Indiana. Sempre nel 2001 partecipa ad altre mostre collettive e i due dipinti dedicati a Marilyn Monroe sono esposti in una mostra alla Guy Pieters Gallery di Saint Paul de Vence. In questi ultimi anni Indiana tiene mostre personali da C & M Art e Paul Kasmin a New York (2003). Dipinti della serie Peace Paintings sono esposti alla Michael Kohn Gallery di Los Angeles nel 2003. Espone dipinti e sculture dal 1961 al 2003 alle Waddington Galleries di Londra e tiene una personale alla Hyundai Gallery di Seoul nel 2004. Tiene un'altra personale da Paul Kasmin che comprende lavori dal 1957 al 2002 ancora alla Paul Kasmin Gallery nel 2005. Nel 2006 si è invece tenuta una mostra di sculture monumentali e dipinti nelle città di Madrid, Valencia, Bilbao e Lisbona.
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