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Opere

Miguel Berrocal Ortiz
Opus 93
bronzo lucidato
cm 17,5x17x10
1965
Miguel Berrocal Ortiz
Opus 73
bronzo
cm 17x41x13
1963
Miguel Berrocal Ortiz
Opus 78
ferro forgiato e saldato
cm 50x42x20
1963
Miguel Berrocal Ortiz
Opus 20 Roma
ferro forgiato e saldato
cm 75x74x16
1958
Miguel Berrocal Ortiz
Opus 21 Roma
ferro forgiato e saldato
cm 32x29x30
1958
Miguel Berrocal Ortiz
Opus 22
ferro forgiato e saldato
cm 30x28x34
1958
Miguel Berrocal Ortiz
Opus 24
ferro forgiato e saldato
cm 35x19x21
1958
Miguel Berrocal Ortiz
Opus 26 Roma
ferro forgiato e saldato
cm 70x33x30
1958
Miguel Berrocal Ortiz
Opus 30 Roma
ferro forgiato e saldato
cm 51x53x48
1958
Miguel Berrocal Ortiz
Opus 9 Petite sculpture Roma
Ferro forgiato e saldatp
cm 76x70x37
1957
Miguel Berrocal Ortiz
Opus 53 Alcade Crespèries, 1961, bronzo, cm 85x75x36


Miguel Berrocal Ortiz

Miguel Ortiz Berrocal nasce il 28 settembre a Villanueva de Algaidas, in provincia di Málaga, in Spagna.
Manifesta molto giovane la sua vocazione per l'arte e la ricerca. Fabbrica i suoi giocattoli con materiale di recupero, disegna e dipinge con colori che compone da solo. Compie i suoi studi a Madrid. Un'esperienza fondamentale è la sua prima visita al Museo Prado, dove ritornerà con assiduità. Frequenta l'Accademia di Belle Arti di San Fernando, la Scuola di Arti Grafiche e i corsi serali della Scuola di Arti e Mestieri, dove insegna lo scultore Angel Ferrant che diverrà suo maestro e amico.
Nel 1952 si iscrive alla Facoltà di Scienze Esatte, come preparazione per l'ingresso ad Architettura, si interessa in particolare alla geometria analitica, una scelta determinante che stimolerà in seguito la sua creazione artistica. La sua prima mostra si tiene a Madrid alla Galleria Xagra, dove espone disegni di personaggi e di paesaggi di Algaidas e di Madrid, firmandoli con il suo primo cognome Ortiz. Ottiene una borsa di studio per l'Italia. Dopo aver visitato i luoghi della civiltà romana che conosceva solo attraverso gli studi classici, si ferma per vari mesi a Roma dove, per la prima volta, scopre l'opera di Picasso, allora proibita in Spagna, nella grande mostra della Galleria Nazionale d'Arte Moderna.
Nel 1954 ritorna in Spagna per prestare servizio militare. Riprende la facoltà di Scienze Esatte e i corsi di disegno e di scultura. Ritrova l'amico Ferrant che lo incoraggia e stimola a lavorare. Viene invitato alla XXVII Biennale di Venezia dove espone nel Padiglione spagnolo i suoi dipinti, firmandosi ancora Ortiz.
Tra il 1955 e il 1956 tiene alcune personali a Siviglia e Jerez de la Frontera. Partecipa a varie mostre collettive: Palazzo dell'Unesco a Parigi, Biennale Ispano-americana di Barcellona, Arte Joven di San Sebastiano e altre. Grazie ad una borsa di studio dell'Institut Français di Madrid si reca a Parigi dove continua la sua attività di pittore immerso nell'atmosfera stimolante che gli offriva la città. Conosce e frequenta gli scultori Cardénas, Giacometti e molti altri. Ritorna a Roma dove conosce Afro, Burri, Guerrini ed altri artisti romani. Collabora con diversi architetti affermati e con un gruppo di giovani prepara il concorso per il progetto per la realizzazione della Camera di Commercio di Carrara.
Per l'ornamento delle facciate, il ventiduenne Berrocal inventerà la soluzione di Balaustradas, opera, basata su otto moduli, con i quali ottiene un numero di permutazioni e combinazioni plastiche che vanno ben oltre le sue necessità: realizzare tutte le balaustre dei balconi dell'edificio una diversa dall'altra.
Nel 1957 espone alla Galleria La Medusa di Roma le sue prime sculture in ferro forgiato. Le opere realizzate durante l'estate nello studio affittato a Mougins in Costa Azzurra, concludono il suo ciclo di attività pittorica. In quell'occasione viene ricevuto da Picasso alla Californie.
Rientrato a Roma si concentra sulla scultura. Risalgono a questo periodo le opere La Boîte découpée, Opus 29 Sarcophage e Opus 31 Grand Torse: che segnano il passaggio dall'analisi del problema del pieno e del vuoto e della molteplicità di posizioni di un'unica scultura a quello della possibilità combinatoria di diversi volumi. Oltrepassando i canoni della statuaria tradizionale, Berrocal ha voluto superare l'aspetto esterno della forma e andare oltre la superficie della scultura, immaginando un prolungamento interno dei volumi esterni che delimitano l'opera: la ricerca di una quarta dimensione.
Dopo aver preso la decisione di dedicarsi esclusivamente alla scultura, nel 1960 si costruisce una casa-atelier Crespières (vicino a Parigi) secondo un progetto di Le Corbusier. Fa la sua prima ed importante mostra alla Galleria Apollinaire di Milano, firmando definitivamente le sue opere: Berrocal.
Bruno Lorenzelli Sr., noto gallerista d'arte di Bergamo, sarà il suo primo mercante. Risalgono a questo periodo Opus 37 Torso Benameji e Opus 38 Torso Her eseguiti prima in gesso e legno e poi fusi rispettivamente in alluminio e bronzo.
Gli anni 1962-63 sono ricchi di avvenimenti e importanti decisioni. Fra le varie mostre si ricordano quella con Ipousteguy e Müller a New York alla Galleria Albert Loeb (che da ora in poi, sarà il suo mercante per gli Stati Uniti), la sua prima importante personale a Parigi presso la Galleria Kriegel (d'ora in avanti suo carissimo amico e mercante in Francia per molti anni) e la prima personale alla Galleria Lorenzelli di Milano nel 1963.
Mentre si reca alla Biennale di Venezia, nella sua continua ricerca di fonderie, si ferma a Verona dove trova una piccola fonderia molto ben disposta a lavorare le sue opere. Con loro inizierà un'avventura che farà di Verona e delle sue fonderie uno dei centri più importanti, a livello europeo, per la fusione d'arte contemporanea. Oltre alle sue sculture, Berrocal, porterà a fondere a Verona i più noti scultori della nostra epoca: Mirò, Dalì, Magritte, de Chirico, Lalanne, Lam, Matta, Duchamp-Villon, Ipousteguy, Cesar, Etienne Martin, Penalba e tanti altri.
La sua ricerca plastica lo porta a sperimentare sempre nuove tecniche e materiali, riuscendo, anche grazie alla sua formazione scientifica, ad applicare all'arte tecnologie fino ad ora usate solo nei settori più avanzati dell'industria. E' così che, sempre in questo anno, inizia l'esperienza delle edizioni multiple realizzando in 200 esemplari la scultura Opus 92 Maria de la O. Questa scultura, sulle prime accolta freddamente dai mercanti per la sua atipicità di edizione, riceverà nel 1965 il Premio per la Scultura della Biennale di Parigi e successivamente entrerà a far parte della collezione del Museum of Modern Art di New York.
Tra il 1964 e il 1965 espone come scultore nel padiglione spagnolo alla XXXII Biennale di Venezia. Qui, il collezionista belga, Barone Lambert, acquista Mercedes per la sua collezione. Jules Engel gira il film Torch and Torso, primo di un'ampia filmografia su Berrocal e sulla sua opera (films e video sono stati prodotti in edizioni europee, americane, giapponesi), che verrà presentato al Museum of Modern Art di New York e riceverà numerosi premi. Durante il suo soggiorno a New York, nell'atelier di Lipchitz viene a conoscenza del Shaw-process, il sistema di fusione a cera persa in porcellana. Superando notevoli difficoltà e resistenze, dopo qualche anno riuscirà ad importare e applicare in Italia questa tecnica che rivoluzionerà il mondo della fusione artistica, poiché permette di fondere il bronzo a cera persa riducendone notevolmente i costi e i tempi, garantendo un' alta qualità e fedeltà all'originale. Insegna "Tecnica dei materiali" alla "Hochschule für bildende Künste" di Amburgo. Sceglie Thomas come suo mercante in Germania e fa la sua prima mostra a München.
Nel 1966-67 la necessità di disporre di migliori fonderie lo obbliga a spostarsi settimanalmente tra Parigi e Verona dove decide di stabilirsi definitivamente. Dopo un periodo in città si stabilisce a Negrar dove vive attualmente. La sua scultura si fa sempre più complessa: la ricerca di una "quarta dimensione interiore" si evidenzia in Opus 97 Adamo Secundus Opus 98 Davidopere di piccolo formato dalla complessa scomponibilità. Le sculture di questo periodo riscuotono un tale successo da guadagnarsi negli USA l'appellativo di "conversation pieces". Numerose esposizioni personali e collettive in vari Musei d'Europa e Stati Uniti. Nella mostra alla Galleria Gimpel di Londra, il gallerista si rifiuta di esporre il prototipo di Opus 101 Romeo e Giulietta: adducendo come scusa che fosse un'opera troppo a buon mercato ed in un numero di esemplari troppo elevato per la sua preziosità. Risale a questi anni l'incontro con il collezionista Paolo Marzotto e sua moglie Florence, che da allora in poi seguiranno attentamente il suo lavoro e con i quali mantiene una fraterna amicizia.
Nel 1968 riceve da André Malraux, Ministro della Cultura francese, la nomina a "Chevalier de l'Ordre des Arts et des Lettres". La televisione tedesca gira un documentario a Negrar. Espone al Palais des Beaux Arts a Bruxelles. In questa occasione conosce Henry Moore e il Barone Lambert, che aprirà la folta serie dei suoi affezionati collezionisti e amici belgi. Il Colonnello Marcel Stal diventerà il suo mercante. Esposizione al Badischer Kunstverein a Karlsruhe.
Dal 1969 continua la fortunata serie di mostre in gallerie private iniziate nel 1968 (Francoforte, Ginevra, Parigi, New York, Milano, Hannover, e altre). Sempre nello stesso anno, edita finalmente Romeo e Giulietta utilizzando la tecnica della fusione ad iniezione, che gli permetterà di realizzare per la prima volta una scultura in 2000 esemplari. Con tecniche simili verranno realizzati Opus 114 Goliath (composto da 80 elementi) e Opus 115 Richelieu (61 elementi). Lavora al libro-oggetto Petite Rapsodie de la main con testo di Loys Masson. Opere rilevanti di questo periodo sono Opus 103 Sainte Agathe II, Cleopatra, Alfa e Romeo, opera appositamente studiata come illustrazione per La petite Rapsodie de la main. Con il Mini David apre la serie di cinque mini sculture edite in 10.000 esemplari, utilizzando la tecnica a iniezione automatica, procedimento fino ad allora usato esclusivamente nelle realizzazioni di tipo industriale. La Galleria Iolas Velasco di Madrid presenta per la prima volta in Spagna le sue sculture. Alcuni noti galleristi fondano Multicetera, società per la diffusione delle mini sculture. Riceve la Medaglia d'oro della Presidenza della Repubblica Italiana per "Il metallo come pura espressione d'arte" alla "V Biennale del Metallo" di Gubbio.
Fra le numerose esposizioni dei primi anni '70 particolarmente interessanti quelle del Musée de Beaux Arts di La Chaux de Fonds (Svizzera), dell'Ulmer Museum (Ulm, Germania), del Centro Internazionale di Ricerche Estetiche di Torino (che gli conferisce la Corona d'oro dell'istituzione), e del Palazzo dei Diamanti di Ferrara. Conosce Cristina Blais de Bragança, che sposerà pochi anni dopo, e che lo accompagnerà nella vita e nel lavoro.
Nel 1972 presenta delle mini-sculture in oro e argento alla Fiera Internazionale di Basilea. Fa una grande mostra al Palazzo delle Prigioni Vecchie di Venezia e a "L' Espace Cardin" a Parigi. La città di Malaga gli commissiona un grande monumento in omaggio a Picasso.
Nel 1973/1975 rappresenta la Spagna alla XXII Biennale di San Paolo, dove ottiene il Gran Premio d'Onore. Visita il Brasile, il Perù ed il Venezuela. Espone a Caracas. Dall'esperienza del Monumento a Picasso intraprende un nuovo ciclo di opere monumentali quali: Opus 128 Richelieu Big, Almudena, Dalirium Tremens, Torso C. Dello stesso periodo, l' edizione di Opus 123 Il Cofanetto (omaggio a Romeo e Giulietta e alla città di Verona) e Opus 126 Paloma Box (omaggio a Paloma Picasso). Ritorna alla pittura e realizza una serie di gouaches e numerose variazioni pittoriche sui vari temi ricorrenti nelle sue sculture (prime sculture, torsi, figure femminili, nudi distesi, teste, nature morte). Durante un viaggio nelle Ardenne belghe trova un gruppo di vecchie incudini, le acquista e da esse avranno origine più tardi (1982) i cicli creativi Desperta Ferro e Almogávares e Las Mujeres pasadas por la piedra (ciclo di opere non ancora concluso). Studia insieme all'Architetto spagnolo Riccardo Bofill un progetto di scultura lunga 1 km per la frontiera tra Francia e Spagna; ed anche una soluzione per il "trou des halles" di Parigi (questi ambiziosi progetti architettonici non saranno realizzati). Tiene una conferenza alla Scuola d'Arte de Lumini in Marsiglia.
Tra il 1976 e il 1978 il Monumento a Picasso viene esposto al Rond-Point dei Champs Elysées di Parigi prima della sua collocazione definitiva a Málaga. Nascita del suo primogenito Carlos nel settembre del ‘76. Fra le opere di questo periodo (La Maja, Manolete, Metamorehorses ecc.). Esperienza indimenticabile di questo periodo la grande esposizione didattica "Les mains regardent" organizzata al C.I.C. del Centre Georges Pompidou, e destinata ai non vedenti dove viene esposta e "toccata" da migliaia di persone l'opera il Torero. Viaggio negli Stati Uniti. Inaugurazione di uno Spazio Berrocal al Centre Artcurial di Parigi. Nel 1978 nasce Beltran, il suo secondo figlio.
Il circuito dei musei, delle gallerie e dei collezionisti funziona attivamente e la produzione della fusione artistica ricopre ormai una grande importanza. Berrocal si astrae dalle sempre più numerose sollecitazioni mondane per concentrarsi sulla sua creazione che diviene ancora più complessa. Sono di questo periodo Caballo Casinaide e Omaggio ad Arcimboldo.
Del 1980 sono alcune nuove esposizioni a Caracas e al Palazzo delle Prigioni Vecchie di Venezia. E' l'unico artista invitato al "I Simposium sur la Sculpture Editée" a Bruxelles, tiene un seminario sulla scultura moltiplicata assieme a studiosi dell'università di Lovanio. Nel X anniversario dell'allunaggio completa l'Astronauta, omaggio a Jukes Verne, opera composta da 21 gioielli diversi.
Dal 1981 ritorna al colore: l'artista dipinge una serie di gouaches e di serigrafie e realizza per Vogue International due grandi arazzi in patchwork. Esposizione e soggiorno a New York; Andy Warhol esegue il suo ritratto. In occasione del centenario della nascita di Picasso crea una medaglia e una targa destinate alla casa natale dell'artista, divenuta poi museo. Crea Hoplita che racchiude il famoso cubo di Rubik, in omaggio al matematico ungherese. Fa varie mostre in Europa.
Tra il 1982 e il 1983 fa un viaggio e la prima esposizione in Kuwait. Serie di Desperta Ferro (dieci torsi sul tema che preludei possenti torsi degli Almogávares) e completamento di Neon (scultura con circuiti al neon che, regolati da un programma computerizzato, danno vita ad innumerevoli possibilità combinatorie di figure equestri). Prima collaborazione con l'architetto Nuñez Yanowski, per il progetto della Place Picasso a Marne-la-Vallée (Parigi), che porterà alla realizzazione di Sarabande pour Picasso. Fa un viaggio a New York, dove incontra il sindaco della città, Koch, che dimostra un grande interesse per le possibilità di realizzazione a dimensioni urbane della scultura di Berrocal.
Tra il 1984 e il 1985 fa varie mostre a Bruxelles, Bruges, Parigi. Il Ministero della Cultura spagnolo gli dedica un'importante retrospettiva al Palacio de Velazquez di Madrid. In questa occasione viene pubblicato un catalogo storico-critico esaustivo con testi critici di Julián Gállego e Franco Passoni. Dopo Madrid, l'esposizione viene presentata al Palau Meca di Barcellona e al Botanique di Bruxelles durante Europalia.
Dopo 25 anni di assenza Berrocal torna ad Algaidas, suo paese natale, dove i suoi concittadini hanno fondato nel 1984 la "Asociaciòn Amigos de Berrocal" al fine di creare un centro di documentazione ed un museo a lui dedicato.
Il 1986 -1990 è un periodo caratterizzato dall'installazione di diversi monumenti urbani: Sarabande pour Picasso (Parigi), Fuente del Limonar (progetto di giardino con fontana a Malaga), Torso Es (Olympic Sculpture Park di Seul). Pubblica un'importante monografia in francese, Éditions de la Différence, Parigi, con saggio critico di Jean Louis Ferrier.
Fa la prima mostra a Villanueva de Algaidas, in occasione della nomina a "Figlio Prediletto" del suo paese natale. Scenografie e costumi per "Carmen" all'Arena di Verona.
Nel 1991 riceve la committenza per tre opere monumentali destinate alle celebrazioni spagnole del 1992 (anno dell'Esposizione Universale a Siviglia, delle Olimpiadi a Barcellona e di Madrid Capitale Europea della Cultura). Nascono così: Doña Elvira (scultura di 6 metri, destinata all'Auditorio dell'Isola della Cartuja di Siviglia), Manolona (opera di 14 metri eretta nel "Parco Juan Carlos I" a Madrid) e Citius Altius Fortius (torso di 4 metri presentato all'Esposizione Universale di Siviglia ‘92, prima della sua collocazione definitiva all'entrata del Musée Olympique di Losanna, nel 1993). E' nominato "Goodwill Ambassador" dell'UNESCO. In questi anni, per vincere la sfida contro le difficoltà tecniche incontrate nella realizzazione delle sue sculture monumentali, Berrocal porta avanti la ricerca di sempre nuovi materiali e tecniche, non esitando a rivolgersi ai settori più altamente specializzati dell'industria per apprendere tecnologie d'avanguardia (è da ricordare che le tre opere monumentali di questo periodo sono state realizzate in Kevlar e fibra di carbonio. L'applicazione alla scultura di tecnologie mai utilizzate in precedenza a scopi artistici, è significativa della profonda simbiosi fra arte, scienza e tecnologia che da sempre hanno accompagnato la ricerca plastica di Berrocal.
Nel luglio '94 si inaugura a Siviglia il monumento Torso de Luces, realizzato per la Sevillana de Electricidad in occasione del suo centenario. In autunno retrospettiva dei multipli a Lubiana, al Centro Culturale Cankarjev Dom.
Nel 1995 inaugura la Fuente de la Paz a Ibiza e la Mostra "Berrocal: Sculture e Disegni" alla Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea , Palazzo Forti di Verona.
L'anno seguente da giugno a settembre inaugura la mostra alla Barchessa Rambaldi di Bardolino; installa tre “grandi nudi distesi” dalle dimensioni monumentali , rispettivamente, Pepita a Bordeaux, Alcudia nel campus del Politecnico di Valencia e Marcelisa nel parco di sculture di Marselisborg in Danimarca.
Tra il 1997-1998 prende parte a numerose esposizioni, tra cui si ricordano: VI Biennale di Scultura di Montecarlo, dal 24 Maggio al 31 Ottobre e "Piccole sculture di grandi scultori", organizzata dalla Venice Design Gallery di Venezia dal 10 Giugno al 30 Settembre.
Nel 1998, al Museo Olimpico di Losanna, da maggio ad ottobre 1998, si tiene la mostra "Berrocal forma e movimento", con catalogo a cura di Pierre Restany e Robert C. Morgan.
Nel 1999 è presente alla Fiera d'Arte ARCO a Madrid in contemporanea con una grande mostra personale dal 12 febbraio al 4 aprile al Centro Cultural Conde Duque di Madrid, che è itinerante e si sposta dal 15 ottobre all' 8 dicembre al Teatro Campoamor di Ovideo e a Malaga presso la Salas de la Alameda nel 2000. In settembre, partecipa alla mostra di scultura e installazioni internazionale OPEN '999 al Lido di Venezia, presentando l'opera di 3 metri El Diestro. In ottobre tiene una mostra personale alla Galleria Artcurial di Parigi. In dicembre si inaugura una grande mostra personale presso la Galleria Ghelfi di Verona.
Nel 2000 e 2001 partecipa alla Art Fair Miami e alla Fiera d'Arte ARCO a Madrid. Viene posata la "Prima Pietra" del Museo Berrocal a Villanueva de Algaidas, Malaga, con il patrocinio del Ministero della Cultura spagnolo, della Regione Andalusia della Provinca di Malaga, del Comune di Villanueva de Algaidas e della Fundacion Algaidas. Inaugura una mostra personale a Malaga nelle nuove sale di Unicaja e un'altra alla Fondation Veranneman in Belgio. Tiene una conferenza in Spagna alla Universidad del Pais Vasco, Facultad de Bellas Artes, Bilbao e al Congreso sobra ensenarza y aprendizage de las matemática, Thales a San Fernando. Partecipa a mostre ad Hamburgo, Como e a varie mostre collettive internazionali quali: Feria Internacional de Arte Contemporánea ARCO con la Diputación Provincial de Málaga; “Immaginazione Aurea: artisti e orafi artisti in Italia nel secondo Novecento”, Ancona; esposizione personale ”Retorno al clasicismo, fusión de arte y ciencia” presso la Casa de la cultura di Villanueva de Algaidas, paese natale di Miguel Berrocal; “La carezza dell'acqua” , 36° Abitare il tempo a Verona, ed infine grande mostra personale allo Spazio Creativo Cardin di Venezia.
Nel 2002 espone la scultura El Diestro alla mostra “Scultori a Verona: 1990 - 2000”, Galleria d'Arte Moderna Palazzo Forti a Verona; contemporaneamente espone molte opere anche monumentali nella mostra permanente internazionale di Arte Contemporanea, Venice Design Art Gallery, di Vicenza. In gennaio una scultura di Berrocal viene presentata dalla galleria Lorenzelli Arte di Milano ad Arte Fiera, Bologna. In primavera partecipa alla mostra “Ecume, Autours de la monnaie unique” presso l' Université de France a Parigi; quindi tiene una personale alla Swinger Art Gallery di Verona intitolata “Berrocal Scultorea” e nell'estate, la grande retrospettiva all' Istituto Valenciano di Arte Moderna di Valencia (IVAM) in occasione della quale si pubblica una bella monografia con fotografie di Roberto Bigano e testi ed apparati di grande spessore critico.
La retrospettiva al museo di Valencia segue in primavera al “Palacio Episcopal” di Malaga, dove vi sono esposte numerose sculture di gran formato fra le quali l'Opus 128 Richelieu big, in legno, alto 2 metri e scomponibile in 61 elementi. Numerose mostre personali e collettive segnano la presenza delle opere di Berrocal in Europa: a Milano in occasione del Salone del Mobile; al Mimas, la fiera d'arte moderna e contemporanea allestita in maggio presso il Palazzo della Permanente di Milano, dove Lorenzelli Arte presenta la scultura in ferro Opus 13, poi esposta anche alla collettiva “'70 '80 ‘90” organizzata presso la galleria stessa, e poi in Belgio, a Venezia, a Francoforte e a Roma. La collettiva di gioielli d'artista presso il Château de Seneffe in Belgio “Être ou ne pas être, Peintres ou Sculpteurs? Les bijoux des plus grands” ottiene un grande successo di pubblico e di critica.
Nel 2004 espone diverse opere ad Arco, la fiera d'arte di Madrid, partecipa alla singolare mostra tra arte e scienza organizzata dall'Università delgli studi di Aquila presso l'Abazia di S. Maria di Collemaggio “Forme Animali – warning colours”, espone al “MiArt” di Milano, ed in giugno prende parte alla collettiva “Objetos de deseo. Objetos de Artista” presso la Galeria Elvira Gonzales di Madrid. In luglio e agosto la mostra di sculture monumentali all'aperto nello splendido paesaggio mediterraneo del giardino botanico di Cap Roig in Costa Brava è visitata da oltre 150.000 visitatori. La mostra presenta in anteprima l'opera Melilla scultura monumentale che sarà installata mesi dopo nella Plaza de las Cuatro Culturas di Melilla. Alla fine dell'anno Berrocal prende la decisione di trasferirsi definitivamente in Andalusia nella sua cittadina natale di Villanueva de Algaidas nella provincia di Malaga e di seguire i lavori del suo nuovo studio: un immenso capannone in mezzo agli ulivi, capace di racchiudere tutto ciò che la sua insaziabile ricerca, fantasia e curiosità polifacetica hanno potuto accumulare in oltre cinquant'anni di vita. Inizia a scrivere le sue memorie.
Trascorre quasi tutto il 2005 scrivendo e rivedendo il testo delle memorie e preparando altre due pubblicazioni: il catalogo generale dell'opera in scultura e il catalogo generale dell'opera pittorica, dei disegni e delle grafiche.
In gennaio una sua scultura viene esposta ad Arte Fiera, Bologna, presso lo stand Lorenzelli Arte, Milano.
Insieme a dieci altri scultori di diverse nazionalità, partecipa al simposio “Creator Vesevo” indetto dalla città di Ercolano: in autunno un possente e monumentale torso realizzato in pietra lavica sarà collocato sulle pendici del Vesuvio. Comincia anche il difficile trasloco dalla Villa Rizzardi di Negrar in Valpolicella, dove Berrocal, per oltre 40 anni, ha vissuto e lavorato.
Nel febbraio 2006 termina un “grande nudo disteso” di kevlar bianco che ora si affaccia come una nuvola bianca sul bel paesaggio del lago di Como.
Debole di cuore e sicuramente affaticato dall'immane trasloco, Miguel Berrocal muore improvvisamente il 31 maggio 2006 per una peritonite mal diagnosticata nell'ospedale di Antequera (Malaga), mentre lavorava con entusiasmo ai disegni e ai bozzetti di diverse nuove opere da realizzare nel nuovo studio appena ultimato, e sceglieva quali sarebbero state quelle da destinare alla mostra permanente del futuro Museo Berrocal, progetto che ultimamente ha subito alcune lentezze burocratiche ma che egli auspicava come un importante polo culturale della provincia di Malaga che, oltre alle mostre temporanee e a quella permanente delle sue opere, fosse anche un Centro Didattico e di documentazione sull'arte e sulle tecniche della scultura.
In settembre, in occasione dell'apertura della stagione espositiva milanese 2006, Lorenzelli Arte dedica a Miguel Berrocal un importante mostra presentando al pubblico trentacinque sculture di varie dimensioni in ferro e bronzo realizzate tra il 1955 al 1965.

Cataloghi

Miguel Berrocal
Sottotitolo: Ferri e bronzi 1955/65
Catalogo numero: 118
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