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Mario Radice

Mario Radice nasce a Como il I Agosto 1898.
Nel 1913 tiene le prime lezioni private di pittura con il pittore Achille Zambelli di Como.
Tra il 1912 e il 1918 frequenta i due Istituti d'Arte locali dove insegnano il pittore Zambelli e lo scultore Pietro Clerici.
Tra il 1918 e il 1920 fa servizio militare. Durante l'armistizio fa parte della missione militare italiana a Vienna. Viene poi trasferito a Parigi, successivamente in Polonia e infine in Albania. Nei viaggi a Vienna, Parigi e Varsavia viene a contatto con gli ambienti artistici dell'avanguardia europea di quel tempo.
Nel 1922 abbandona gli studi, che aveva intrapreso, di medicina veterinaria.
Tra il 1924 e il 1930 viene assunto, come operaio in una fabbrica di carta dove i turni di lavoro gli permettono ore libere consecutive da dedicare alla pittura. Diventa caporeparto in un ramo specializzato e viene invitato ad applicare, in un grande stabilimento di Buenos Aires, alcune novità tecniche di sua invenzione.
In questo periodo mantiene contatti con i suoi amici di infanzia Manlio Rho e Giuseppe Terragni.
Nel 1927 espone per la prima volta a Como alla mostra di pittura organizzata in occasione della grande esposizione commemorativa della morte di Alessandro Volta e nel 1930
abbandona definitivamente ogni altra attività per dedicarsi unicamente alla pittura.
Tra il 1930 e il 1932 effettua frequenti viaggi all'estero (Parigi, Colonia, Düsseldorf, Basilea) e ha contatti proficui con i colleghi dell'avanguardia europea. A Parigi frequenta Léger e visita ripetutamente la scuola dove egli insegna.
Nel 1932 partecipa con gli architetti Terragni, Lingeri, Bottoni, Figini e Pollini e con il pittore Gino Ghiringhelli alla formazione del gruppo “Quadrante” (arti plastiche) presso la galleria del Milione a Milano.
Il 1933 è l'anno della fondazione della rivista mensile “Quadrante” (Milano-Roma) dedicata all'architettura e alle altre arti considerate unitariamente. Radice è uno dei fondatori.
Nello stesso anno partecipa alla V Triennale internazionale di Milano con un affresco nella “Casa dell'Artista sul Lago". Riceve da Terragni l'incarico delle decorazioni interne della Casa del Popolo.
Tra il 1933-36 esegue le decorazioni della casa di Terragni: otto grandi affreschi e due intere pareti in bassorilievo in policromo dipinti anche ad affresco. Inoltre altri elementi nel salone dell'ingresso e nel salone del Consiglio (grande lampadario, tabelle, ecc…) che fanno parte di un insieme unitario in armonia con la nuova architettura.
Nel 1934 fa il progetto, insieme all'architetto Zuccoli, della tomba di Mariella Testoni al cimitero monumentale di Como. Stringe amicizia con Reggiani, Ghiringhelli e Bogliardi e poi con Soldati, Fontana e Melotti. In questo periodo anche Rho, a Como, si converte all'astrattismo.
Dopo un'importante prima mostra di arte astratta a Milano alla galleria il Milione, inaugura nella stessa una mostra astratta di bianco e nero alla quale partecipano anche Radice e Rho.
Tra il 1934 e 1935 stringe amicizia con il neo-laureato architetto Cesare Cattaneo che frequenta come apprendista lo studio di Terragni. Cattaneo e Radice ricevono dal podestà di Como l'incarico di progettare una fontana da collocare nel centro del piazzale di Camerlata. Dopo alcuni mesi il podestà approva il progetto di una grande scultura astratta destinata a fare da perno al piazzale circolare al quale è destinata.
Il 1935 è l'anno del progetto e dell'esecuzione, insieme a diversi architetti, di alcuni negozi di Como. Nel contempo trasferisce lo studio a Milano. Nei luminosi seminterrati del nuovo palazzo i progettisti avevano predisposto tre ambienti-studio per artisti: ambienti che furono occupati da Fontana, Radice e Sassu.
Collabora quindi con Terragni e Lingeri alla “Mostra dello Sport” nel Palazzo delle Arti di Milano.
Nel 1936 la grande scultura astratta denominata “Fontana di Camerlata” viene costruita nel centro del parco di Milano per essere esposta alla VI Triennale Internazionale di architettura e di arti decorative. Vince il premio del “Cartellone Lariano” (opera grafica) per le manifestazioni internazionali di cinematografia scientifica a Villa Olmo.
Promuove con Rho, con l'architetto Alberto Sartoris e con la collaborazione della Galleria del Milione la mostra a Como, Villa Olmo, di pittura moderna. La sezione astratta comprende per la prima volta in Italia la presenza del gruppo di astrattisti al completo: Fontana, Ghiringhelli, Licini, Magnelli, Melotti, Prampolini, Radice, Reggiani, Rho, Soldati e Veronesi.
Progetta, insieme all'architetto Zuccoli, la tomba dell'aviatore Invernizzi.
Esce il numero 35-36 della rivista “Quadrante” dedicata unicamente alla Casa del Popolo di Terragni a Como. Saletta personale alla galleria Moody di Buenos Aires: gli altri espositori sono: Bay, D'Errico, Fontanta, Melotti, Reggiani, Soldati e Veronesi.
Nel 1937 promuove con Rho e Sartoris e la Galleria del Milione la mostra a Como “La pittura nella scuola moderna di Milano”. Mostra coloniale a Villa Olmo (Como): sala dei caduti e sala delle medaglie d'oro, progettate ed eseguite con la collaborazione di Rho. L'anno seguente promuove e partecipa con Terragni e Gilberti alla fondazione del gruppo e della rivista “Valori Primordiali” (Milano e Roma).
Dopo il 1939 Cattaneo e Radice hanno frequenti incontri per studiare e proporre alcuni schemi di chiese moderne e funzionali e pubblicare poi un libro con i risultati delle indagini. Il lavoro, quasi ultimato, viene interrotto dalla morte di Cattaneo nel 1943. Alcuni disegni dei progetti sono stati esposti per la prima volta nel 1968 alla Galleria Martano Due di Torino.
Nel 1946 partecipa alla fondazione del M.A.C. (Movimento Arte Concreta); nel 1947 esegue una pittura murale alla VIII Triennale Internazionale, Milano; nel 1949 dipinge un affresco nella casa dell'ingegnere Franco Carcano, a Maslianico.
Nel 1950 vince il primo premio di pittura Città di Gallarate mentre nel 1951 alla IX Triennale Internazionale di Milano fa il progetto e l'allestimento delle quattro sale commemorative dedicate a Persico, Giolli, Pagano e Terragni. Scrive nel contempo una monografia su Ugo Bernasconi.
L'anno successivo esegue quattro grandi mosaici per la Casa Bini a Como. Vince il primo premio di pittura alla Mostra Nazionale di Monza, Villa Reale.
Nel 1953 esegue un affresco in una casa a Fino Mornasco mentre nel 1954 inaugura la Galleria del Fiore a Milano con quattro personali: Magnelli, Prampolini, Radice, Reggiani. Vince il premio Michetti di Francavilla a Mare.
Nel 1955 è invitato a far parte del centro studi della Triennale Internazionale e nominato nel Consiglio di Amministrazione della XI Triennale di Milano.
Nel 1957 vince il 1° Premio per l'acquerello alla Morgant's Paint, Rimini e promuove con Rho, Somaini e Parisi la mostra “ Colori e Forme nella casa di oggi”; nel 1958 alla XXIX Biennale di Venezia, vince il premio Einaudi.
Il 1960 è l'anno della ricostruzione a Como della Fontana di Carmerlata.
Nel 1962 esegue un bassorilievo ligneo policromo per la chiesa di Fonteblanda a Grosseto e fa la sua prima mostra personale alla Galleria Lorenzelli di Milano; nel 1964 riceve dal Consiglio provinciale di Como una medaglia d'oro e il diploma per importanti meriti artistici.
Nel 1971 alla Sala personale al Deutsches Vonderau Museum di Fulda (Germania) fa la mostra “Quattro astrattisti comaschi”
Nel 1985 riceve dal Comune di Como il Comino d'oro per importanti meriti artistici.
Mario Radice muore il 25 luglio 1987.

Cataloghi

Mario Radice
Catalogo numero: 31
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