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Opere

Giorgio Griffa
Orizzontale policromo
acrilico su cotone
cm 50,5x48,5
1975
Giorgio Griffa
Orizzontale
acrilico su cotone
cm 50,5x48,5
1975
Giorgio Griffa
Segni Orizzontali
acrilico su juta
cm 100x100
1974
Giorgio Griffa
Linee orizzontali
acilico su cotone
cm 101x101
1973
Giorgio Griffa
Linee Orizzontali
acrilico su cotone
cm 100x100
1973
Giorgio Griffa
Obliquo
acrilico su cotone
cm 90x200
1969
Giorgio Griffa
Spugnature
acrilico su cotone
cm 90x200
1969
Giorgio Griffa
Verticale, 1977, acrilico su juta/acrylic on jute, cm 100x100


Giorgio Griffa
Traccia più traccia, 1973, acrilico su juta/acrylic on jute, cm 120x228


Giorgio Griffa
Traccia più traccia, 1973, acrilico su juta/acrylic on jute, cm 118x190


Giorgio Griffa
Segni orizzontali, 1974, acrilico su juta/acrylic on jute, cm 100x97


Giorgio Griffa
Segni orizzontali policromo, 1973, acrilico su juta/acrylic on jute, cm 102x196


Giorgio Griffa
Pennello piatto, 1970, acrilico su cotone/acrylic on canvas, cm 101x98


Giorgio Griffa
Segni orizzontali, 1977, acrilico su jut, cm 78x139


Giorgio Griffa

Giorgio Griffa nasce a Torino nel 1936, dove vive e lavora.
È considerato uno dei principali esponenti di quella tendenza nata sul finire degli anni Sessanta chiamata genericamente “anti-forma”, che in Italia, con particolare riferimento alla pittura, fu specificatamente denominata Pittura Analitica o Pittura Pittura.
Quella di Giorgio Griffa può considerarsi una pittura fatta di segni spogliati di significato e “interrotti”, come tracce essenziali che si dipanano sulla tela. La memoria della pittura, insomma, che si sovrappone alla memoria personale dell'artista.
Le opere di Giorgio Griffa sono tele senza telaio, dove il colore diventa il tramite di un'azione, e la traccia, l'effetto di un pensiero. Le tele, prive di supporto, vengono appese direttamente alle pareti. Questo volontario allontanamento dagli elementi classici della pittura, suggerisce un'idea di transito, di scorrimento, di movimento, che attraversando la pittura e proseguendo nello spazio che la circonda dà ad essa la qualità del finito, del non finito e dell'infinito.
La sua prima mostra personale si tiene alla Galleria Martano di Torino nel 1968.
Oltre la partecipazione a numerose rassegne nazionali e internazionali dedicate alla pittura aniconica, tra le sue più importanti esposizioni si ricordano in particolare: “Prospect 1969” alla Städtische Kunsthalle di Düsseldorf, e così, ancora nel 1973 (Prospect 1973); “Processi di pensiero visualizzati – Junge Italianische Avantgarde” al Museo di Lucerna nel 1970; la partecipazione alla mostra “Contemporanea”, tenutasi a Villa Borghese, a Roma nel 1973; “Geplante Malerei”, tenutasi alla Westfalischer Kunstverein di Münster nel 1974; la sala personale alla XXXIX Biennale di Venezia nel 1980 e la partecipazione a l'“Informale in Italia” tenutasi alla GAM di Bologna nel 1983; “Astratta”, nel 1988 a Palazzo Forti a Verona, e al Palazzo della Permanente di Milano; “Aspetti della Pittura Italiana dal Secondo Dopoguerra ad oggi” allestita al Museo di Belas Artes, Rio de Janeiro e al M.A.S.P. di Sao Paulo nel 1989; “Pittura Italiana da Collezioni Italiane” al Museo di Rivoli nel 1997. Nel novembre 2001 e nel gennaio 2002 la GAM di Torino gli dedica due importanti mostre: una dedicata alle opere dal 1968 al 1973 e la seconda dedicata ad una serie di opere appartenenti al ciclo rosa e violetto. Nel 2005 si tengono invece le esposizioni all'“Institute Mathildenhohe” di Darmstadt, alla Kunsthalle di Aschaffengurg e al Museo della Permanente di Milano.
Giorgio Griffa tiene mostre personali alla Galleria Lorenzelli di Milano nel giugno 1976 e nell'aprile 1978, e personali alla Lorenzelli Arte nel febbraio 1981, nel marzo 1985 e l'ultima, "Come un dialogo", dal 10 aprile al 14 maggio 1997. Partecipa inoltre alle collettive della Galleria Lorenzelli di Milano: "Concetto di individualità", nel settembre 1975, e "Maestri e amici cercando", nel febbraio 1977.